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Articolo Taggato "csv salento"

Pubblicati i bandi rivolti alle odv del territorio

Dal sito www.csvsalento.it riportiamo un’importante news che riguarda le associazione del Salento.

Il Centro Servizi Volontariato Salento apre la stagione dei bandi riservati per il 2011 alle odv del territorio, con l’intento di supportare le associazioni nelle loro attività e rafforzare così la loro capacità di azione sul territorio. Bando di Idee, bando Servizi tipografici e bando Contaci sono i tre avvisi […] e rispetto a cui le domande di partecipazione potranno essere presentate esclusivamente tramite raccomandata A/R a partire da lunedì 21 marzo prossimo.

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Ecco il video dell’anno europeo del volontariato!

Il 2011 è l’anno europeo del volontariato. E la commissione europea lo promuove con un video.

Lo slogan è chiaro in tutte le lingue dell’Unione Europea:

Volunteer! Make a difference
BG Стани доброволец! Дай своя принос!
CS Dobrovolníci mění svět!
DA Bliv frivillig, og gør en forskel!
DE Freiwillig. Etwas bewegen!
EL Γίνε εθελοντής! Η προσφορά σου είναι σημαντική!
ES ¡Hazte voluntario! Marca la diferencia.
ET Hakka vabatahtlikuks! Muuda maailma
FI Vapaaehtoisena vaikutat
FR Changez les choses: devenez bénévole!
GA Bí i do shaorálaí ! Déan difríocht.
HU Legyen önkéntes! Tegyen a változásért.
IT Volontari! Facciamo la differenza!
LT Būk savanoris ‐ keisk pasaulį!
LV Esi brīvprātīgais! Uzdrošinies izmainīt!
MT Il‐volontarjat! Int taghmel differenza!
NL Vrijwilligers maken het verschil
PL Bądź wolontariuszem! Zmieniaj świat i siebie!
PT Sê voluntário! Faz a diferença
RO Oferă‐te voluntar! Schimbă ceva!
SK Staňme sa dobrovoľníkmi! Zmena je v našich rukách
SL Bodi prostovoljec, spreminjaj svet!
SV Gör skillnad ‐ engagera dig

Altrettanto chiare sono le ragioni per cui si vuole celebare il volontariato:

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Volontariato e Terzo settore in tempo di crisi e crescita dei poveri

E’ in programma per venerdì 11 febbraio, dalle ore 16.30 alle 18.30, ad Alessano (Auditorium Benedetto XVI) l’incontro “Volontariato e Terzo settore”, in un tempo di crisi e crescita dei poveri, promosso dal Banco delle Opere di Carità di Puglia.

Interverranno tra gli altri Diacono Prof. Luigi Tamburro, Presidente nazionale del Banco delle Opere di Carità-Mons. Vittorio Nozza, Direttore della Caritas Italiana-Don Lucio Ciardo, Presidente del Banco delle Opere di Carità Puglia, che presenterà la relazione sulle attività del Banco nel 2010.

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Dal Csv Salento un dossier sulla povertà: Venticinque mila salentini al limite della sopravvivenza

Alle vecchie forme di povertà, se ne aggiungono di nuove e intanto il Salento, tra ristrettezze economiche dei comuni e carenze di risorse da destinare all’attivazione di più incisive politiche sociali, è costretto a far fronte ad una dilagante e per certi versi inedita emergenza, che rischia di risucchiare nella spirale della povertà ceti storicamente immuni da tale piaga.

È quanto emerge dal dossier del Centro servizi volontariato Salento su «La sfida delle nuove povertà».
Basti pensare che sono 25mila le persone assistite dal Banco delle Opere di Carità. Si tratta di un dato impressionate, soprattutto se si considera che, solo sei anni fa, la cifra degli assistiti si attestava a meno della metà di quella attuale. Dall’indagine condotta dal Csv Salento, emerge un preoccupante quadro in cui le nuove povertà sembrano prendere sempre più piede, coinvolgendo famiglie monoreddito, donne sole con figli minori a carico, cassintegrati e persone che, avendo perduto il posto di lavoro, hanno dovuto rinunciare anche alla casa.
Uno dei fronti sul quale la situazione di disagio viene colta in tutta la sua drammaticità è quello alimentare, come testimonia l’alacre e massiccia opera di distribuzione di alimenti a cura della Caritas. Della povertà, il Csv Salento si era interessato già in occasione del Forum del volontariato, svoltosi lo scorso ottobre a Lecce.
«Lo scenario complessivo di impoverimento del territorio, con una crescita progressiva delle persone in cerca di occupazione dal 2007 al 2009, chiama in causa – spiegarono in quell’occasione i responsabili del Csv – anche la riduzione dei redditi delle famiglie e dunque il mercato del lavoro. A pagare uno dei prezzi più alti sono i giovani che, a causa della riduzione dei posti di lavoro e della crescente precarietà di quelli disponibili, si trovano senza potere contrattuale: si accettano così condizioni di impiego precarie e bassi salari pur di non cadere nel licenziamento e nella disoccupazione, minacce di fatto credibili. Il tasso di disoccupazione sul territorio provinciale, come emerge dalla Camera di Commercio di Lecce, risulta infatti nel 2009 pari al 16,2 per cento, contro il 14,5 per cento del 2007. E in base alle registrazioni presso i Centri per l’impiego della provincia di Lecce, negli anni dal 2007 al 2009, sono proprio i giovani tra i 30 e i 34 anni a risultare la fascia di età maggiormente in cerca di occupazione».
Non giova al territorio l’impoverimento culturale che da anni sta subendo a causa dell’emigrazione giovanile. Secondo i dati Ipres, sono 10mila i giovani laureati che hanno lasciato la Puglia nel 2009, nella speranza di trovare un futuro con maggiori certezze.
Tuttavia, in base all’analisi condotta dal Csv, i giovani emigrati dal Sud verso il Nord Italia rischiano di produrre rimesse negative e soprattutto di continuare ad essere mantenuti dalle famiglie di origine. Qui risiede, in parte, una spiegazione della contrazione della capacità di risparmio delle famiglie; una capacità, questa, che sembra sempre più essere riservata a chi dispone di redditi molto alti.
Tant’è che nelle banche si stanno diffondendo i cosiddetti «mutui finalizzati alla liquidità».
Le famiglie, cioè, chiedono soldi non allo scopo di comprare un bene, ma per arrivare alla fine del mese, far fronte a debiti assunti in precedenza e, in molti casi, aiutare i figli.
In evoluzione, invece, è la situazione sul fronte casa, dove i problemi sembrano manifestarsi con proporzioni maggiori su Lecce e in modo meno grave a livello provinciale. La situazione, purtroppo, non sembra migliorare. Come testimoniano i dati analitici contenuti del dossier sulle povertà che confermano, con maggiore precisione, quanto sin qui affermato.
«La nostra Provincia – si legge nel dossier – riflette, e in alcuni casi vede amplificate, le difficoltà di un intero Paese, che stenta a dare risposte a questioni concrete e soprattutto primarie, che coinvolgono la vita di ciascuno. In sei anni, sono più che raddoppiate le persone assistite attraverso il Banco delle Opere di Carità, cresce in modo regolare nella Provincia di Lecce il numero delle persone disoccupate e le famiglie con un solo reddito rischiano di scivolare nel disagio. In base ai dati dei Centri per l’impiego, poi, risulta elevato il tasso di precarietà, con il 75 per cento degli avviamenti registrati nel 2007 a tempo determinato. E l’emigrazione dei giovani nelle regioni del Nord spesso non li mette più al riparo dal bisogno di sostegno da parte della famiglia di origine. Nel contempo, si contrae la capacità di risparmio delle famiglie».
Resta, purtroppo, il nodo critico del rapporto tra amministrazioni locali, ancora legate ad una logica puramente assistenzialista, e volontariato. Le istituzioni, infatti, non sembrano in grado di riuscire a fronteggiare la questione in modo convinto e adeguato.
«E se sul territorio – continuano dal Csv Salento – fa fatica a concretizzarsi quel rapporto di rete di amministratori, enti locali e associazioni che consentirebbe di offrire soluzioni sempre meno assistenziali, le buone prassi, comunque presenti, sembrano tracciare una strada da seguire: promuovere il lavoro femminile, sostenere le idee e l’imprenditoria dei giovani, dare linfa ad una comunità che può crescere dal suo interno. Il lavoro delle associazioni di volontariato, delle parrocchie, della Caritas, mostra un bisogno di promozione, crescita e valorizzazione dell’individuo che sfugge a qualunque statistica».
Insomma, in attesa che giungano risposte puntuali dai rappresentanti istituzionali, l’unico argine al dilagare della povertà è rappresentato dal mondo del volontariato e dell’associazionismo che, nell’operoso silenzio, continua a spendersi senza riserve.

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CORSO DI FORMAZIONE “Progettisti per il Volontariato”

Descrizione

Il corso offre gli strumenti per affrontare il processo di appropriazione e conoscenza delle dinamiche sociali e la sperimentazione delle metodologie di ricerca, intervento e promozione sociale. Le attività forniscono metodo di lavoro e strumenti per sviluppare le competenze professionali, per ideare, gestire e monitorare l’impatto dei programmi di promozione sociale.

Obiettivo

Obiettivo del corso è fornire ai partecipanti strumenti utili al fine di rafforzare e codificare le competenze necessarie al lavoro per progetti.

Durata e sede del corso:

Il corso, della durata di 10 ore,  sarà realizzato presso la sede CSVS di Tiggiano, c/o palazzo comunale, Piazza Castello.

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ANCORA UN GIORNO PER FIRMARE LA PETIZIONE SALVA VOLONTARIATO ITALIANO

DA WWW.CSVSALENTO.IT

Per impedire la modifica della legge 266/91 e lo storno delle risorse del volontariato alle comunità montane. La raccolta delle firme potrà essere effettuata presso il CSV Salento

Abbiamo documentato nei giorni scorsi come sia in atto una vera e propria minaccia al volontariato italiano. Infatti, nella V Commissione della Camera dei Deputati è in discussione il Progetto di Legge n. 41 “disposizioni in favore dei territori di montagna” il cui art. 5 modifica la Legge 266/91 “legge quadro sul volontariato” in particolare l’art. 12 e l’art. 15.
Inoltre nell’incontro della Commissione del 5 ottobre scorso è stato deciso di inoltrare alla Presidenza della Camera la richiesta di trasferimento alla sede legislativa del Senato, del progetto di legge. Questo significherebbe saltare a piè pari tutto l’iter della Camera per far traghettare direttamente al Senato il progetto di legge. Le modifiche alla Legge 266/91 che verrebbero operate con questo PDL trovano fortemente contrari, sia per il metodo sia per il contenuto, tutti i soggetti interessati che hanno indetto in Puglia una petizione popolare.

A volerla, il Coordinamento Regionale dei Centri di Servizio (CSV Puglia Net) e il Forum Terzo Settore che fanno da apripista in tutta Italia, dove verrà mutuata in ogni regione.
“In relazione al metodo – si legge nella petizione – ci preme osservare che non ci risulta che su queste modifiche ci siano state interlocuzioni con il mondo del volontariato e del terzo settore, direttamente coinvolto dalle modifiche stesse. In relazione al merito segnaliamo di seguito le modifiche che a nostro parere genererebbero danni all’intero sistema del Terzo settore e dei CSV italiani, quindi alle 28.000 associazioni italiane e ai 4 milioni di volontari che in esse operano:

1. la proposta di aggiungere oltre alle organizzazioni di volontariato (che attualmente gestiscono i C.S.V. e ne usufruiscono dei benefici), anche tutte le Onlus, le cooperative sociali, le associazioni sportive dilettantistiche, le associazioni bandistiche, i cori amatoriali, le filodrammatiche, le associazioni dilettantistiche di musica e danza popolare;
2. la proposta di destinare almeno il 10% delle risorse per i CSV ai CSV che operano in territori montani”
.

“È su queste questioni che si gioca il futuro del volontariato salentino e italiano – commenta Luigi Russo, presidente regionale del CSV Puglia Net. Per questo invitiamo tutte le associazioni, i singoli cittadini, le istituzioni che in questi anni hanno condiviso gran parte dei nostri percorsi, a divulgare la petizione e a raccogliere in poco tempo il maggior numero possibile di firme”.
Per farlo è semplicissimo, basta scaricare qui in allegato la petizione, stamparla, raccogliere le firme e recapitarle alla segreteria di Lecce in via Gentile n. 1 o nelle sedi territoriali entro venerdì 29 ottobre 2010. Oppure è possibile recarsi nelle sedi del CSV Salento e apporre la propria firma

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