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Premiazione Concorso di Poesia “Il Galantuomo 2011”

L’Ass. di Volontariato O.N.L.U.S. “Don Di Nanni alias Li Scumbenati” dopo il successo delle quattro edizioni precedenti del Concorso di poesia internazionale, sia in dialetto salentino che in lingua Italiana, “Il Galantuomo”, una delle attività dell’Associazione, ha visto la partecipazione di ben 360 poeti delle scuole di ogni ordine e grado, degli adulti, degli ospiti del Carcere di Lecce (Si andrà a premiarli giorno 10 maggio mattina) e anche ai poeti della nazione Albania (con tre partecipanti ad alto livello internazionale). La premiazione avverrà il giorno 11 Maggio alle ore 17,00  presso la Sala Congressi dell’Ecotecne con ben 73 premi. I premi sono creati dall’Associazione avalendosi dei migliori artisti salentini. Il ricavato della vendita dell’antologia (5.00 €), stampata con le poesie di tutti i partecipanti, verrà utilizzato per opere di beneficenza e sostegni a distanza (si è già a due sostegni in Albania, sulla zona di Scutari, tramite A.V.S.I.). Il Concorso, inoltre, ha anche lo scopo di scoprire talenti, in persone, che madre natura e madre salute non ha aiutato sufficientemente e l’Associazione, con miseri mezzi, aiuta stampando gratuitamente i loro lavori a volte di un certo interesse culturale e morale. Per ultimo, l’Associazione ha un ben avviato gruppo teatrale, lavorando alla riscoperta di desueti termini salentini. Ultimo lavoro “Li sposi prumessi” in dialetto, in italiano in spagnolo ed in costume, lavoro che verrà rappresentato dal mese di maggio p.v.

La poesia è una strada dura da percorrere, ma bella; una strada piena di insidie. Si deve pagare un duro pedaggio per continuare a camminare,  fatto di incomprensioni, rabbia, solitudine, sofferenze. Essa ha migliaia di volti che variano nelle forme, nei contenuti, nei messaggi. Un poeta l’ha definita “ centro di emergenza nato dal sentimento “. La poesia non ha patria, non ha una origine; ma ha una sua voce inconfondibile, una sua armonia, che scardina il sentimento abituale per condurci nel profondo dell’animo. Essa è libertà, quando un cuore è chiuso in una prigione; è desiderio di rivivere ricordi e azioni perdute, e le cattura e le chiude nel silenzio e nella quiete dell’animo. Ma ha ancora un significato nell’era del computer e della TV?  Ritengo che abbia ancora un valore perché la poesia è ‘amore’ né si può paragonare alle altre pur nobili arti, musica e pittura.  Essa è azione intensa e immedesimazione e proiezione di ciò che è nell’intimo dell’uomo. E questo volumetto vuole essere appunto non una raccolta di “liriche”, ma uno zibaldone di pensieri in libertà, che danno ancora più voce a chi possiede già una visione cosmica dell’io; per chi, invece, si affaccia timidamente alla vita, intesa sia in senso morale che fisico e timidamente esprime le proprie sensazioni,  e per chi pur piccolo, sente il cuore palpitare e battere di fronte a valori umani perduti, ma soprattutto per chi veramente non ha voce, perché alcune circostanze della vita glielo impediscono, è il momento di liberare sentimenti,  azioni, in un cielo azzurro e librarsi là dove volano i gabbiani. Del resto don Bosco ha preferito “ gli ultimi.”

Achille Arigliani (presidente) e Angelo Eugenio Micello (Respons. culturale)

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