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LI SCUMBENATI RICORDANO IL LORO “DON DI NANNI”

Sul numero 5 del suo giornale l’associazione LI SCUMBENATI ricorda così il parroco DON DI NANNI:
Ci sono tanti episodi da raccontare sul nostro don Di Nanni e ungiorno forse lo farò. A volte penso che cosa lo abbia reso cosìamato da noi ragazzi, ma non me lo so spiegare, però è certo chenoi non abbiamo mai perso la tenerezza per lui.Ogni mattina, quando entro in chiesa per le mie brevissimepreghiere, alla fine chiedo il suo aiuto e gli dico: “Nduma” donNatale, i problemi sono tanti ma con te li supererò, insegnami lastrada, rendi lucida la mia mente. So che lo puoi fare.Ricordare don Di Nanni come Salesiano e Sacerdote, coinvoltonell’apostolato per la salvezza dei giovani, con quella caricaemotiva e dinamicità carismatica che lo caratterizzava, puòapparire facile, poiché le molteplici manifestazioni della suanaturale generosità e cordialità e la vicinanza sincera che all’occorrenzadonava a tutti, in special modo ai ragazzi e ai giovanidell’oratorio, spesso portavano a riflettere sulle sue realizzazioni,sulle sue iniziative sempre meticolosamente preparate, a volteesplosive nella facòndia e giovialità quasi adolescenziale chemanifestava nella cordiale e sonora risata.Negli anni ’70 ho avuto il piacere di collaborare con lui all’oratoriodi Lecce; era proprio all’inizio della presenza dei Salesianinella nuova struttura alla periferia della città; un oratorio frequentatoda oltre trecento ragazzi, con i cortili affollatissimi.Sapeva incontrare tutti, grandi e piccoli, genitori e figli. Tutti siaccomiatavano da lui con la certezza di aver incontrato l’uomo giusto, il salesiano alla Don Bosco. Era unasensazione comune. Qui a Lecce, don Di Nanni voleva dire “Salesiani”; dire “Salesiani” voleva significaredon Di Nanni. Ma tutta questa sua tumultuosa e frenetica attività non nasceva solo dal suo cervello, dal suoentusiasmo, dalla sua voglia di essere con gli altri e per gli altri; nasceva da realtà più profonde, più produttive,anche se non sempre visibili a tutti.Ciò che governava le sue iniziative ed il suo entusiasmo era la quotidiana unione con Dio. Lui pregava,aveva un modo semplice di pregare, che era quello di non atteggiarsi mai ad uno che ne sa più degli altri.Faceva pregare con fervore i ragazzi; lui pregava con convinzione con i suoi ragazzi, e pregava per i suoigiovani con quella spontaneità che rifiuta l’apparenza e va alla sostanza. Don Di Nanni agiva e pregava,pregava ed agiva. Così come trattava le persone, con garbo, così parlava con il Signore, con la Madre ditutti i giovani, MARIA onorata sotto il nome di “Ausiliatrice”, e così invocava Don Bosco a cui si è sempreispirato nella sua diuturna dedizione per la salvezza delle anime. “Con i ragazzi,accanto ai ragazzi, peri ragazzi”. Un pensiero di Don Di Nanni: “Arriva un tempo di grazia in cui Gesù toglie la Sua mano chelo copriva alla tua vista e ti permette di ricordare i luoghi e i tempi in cui ti fece visita. La memoria siaccende, luoghi e persone prendono nuova vita, la ragione illuminata comprende nuove profondità, seicerto e dici: “Di qui è passato Dio”.
ACHILLE ARIGLIANI
La continuazione al prossimo numero

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