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“San Salentino”, la festa di chi è innamorato del Salento
Anche chi non ha una donna o un uomo può festeggiare il suo amore
14 febbraio: da quest’anno si festeggia anche
“San Salentino”, la festa di chi è innamorato del Salento
Una pagina su Fb e sul web con le dichiarazioni d’amore per la propria terra:
«Salento mio, ti amo e ti sarò sempre fedele, buon San Salentino»
Da oggi, anche chi non è sentimentalmente legato ad una persona ha un motivo più che valido per festeggiare il 14 febbraio, almeno per chi è salentino, infatti da quest’anno nella fatidica data degli innamorati si festeggia per la prima volta anche San Salentino, la festa di chi è innamorato del Salento.
Ultima “rottura”: 2 novità, 1 augurio, 1 raduno di salentini
Ultima “rottura” dell’anno, giusto prima della fine di questo 2010:
- 2 novità
- 1 augurio
- 1 raduno improvvisato di salentini
Carissime amiche e gentilissimi amici, ogni fine anno rappresenta inevitabilmente un “passaggio”, ognuno lo vive a modo proprio, c’è chi lo vive con una speranza, chi si propone un pieno di buoni propositi, chi lo vede come la fine di un incubo e chi come l’inizio di un sogno e, infine, chi lo vive con tutte queste cose messe insieme, noi siamo tra questi ultimi.
Il sogno che sta per iniziare (ed è la prima novità) è la “rivoluzionaria” idea che abbiamo battezzato con “Salento 3.0”, è un modo completamente nuovo e “aggiornato” di promuovere il nostro meraviglioso territorio. A partire dal 1 gennaio 2011, tutte le iniziative studiate per far conoscere il Salento, per aumentarne l’appeal, per incrementarne il turismo di qualità, per promuoverne i prodotti e per diffonderne l’arte e la cultura avverranno sotto questo nome emblematico ed innovativo di “Salento 3.0 – Versione aggiornata di una terra antica”.
Dal primo gennaio il sito di Repubblica Salentina si trasformerà completamente e si farà in 3. Chi accederà al sito si troverà di fronte 3 porte, tre diversi ingressi per tre diverse categorie di utenti. Dalla prima porta ci entreranno tutti i turisti Italiani interessati a scoprire le meraviglie di questa terra, dalla seconda porta entreranno invece tutti i turisti Stranieri, che troveranno una straordinaria presentazione delle bellezze e delle ricchezze salentine interamente in lingua inglese. La terza porta è riservata esclusivamente al popolo Salentino, i quali troveranno una miriade di informazioni, di curiosità, di agganci a tutto ciò che è squisitamente “salentino”. Mentre le prime due “porte” sono già pienamente operative, la terza, quella per salentini, è ancora in progress, ma ci vorrà pochissimo tempo e verrà “aperta” anche quella, per ora c’è una bozza grafica di ciò che troverete.
Sei curioso/a di vederlo? Vai a questo indirizzo: salento.3punto0.org
Veronesi: «una cultura di pace serve soprattutto ai giovani», e questo i giovani di GPace lo sanno molto bene
Oggi e domani a Milano presso l’Università Bocconi
Conferenza mondiale “Science for Peace” con Premi Nobel e intellettuali
Umberto Veronesi: «Una cultura di pace, cui la scienza contribuisce insieme alle altre aree di pensiero,
è la condizione necessaria del progresso e dell’aumento del benessere.
Serve soprattutto ai giovani, che hanno in mano il futuro».
Per l’oncologo italiano Umberto Veronesi “una cultura di pace è la condizione necessaria del progresso e dell’aumento del benessere, serve soprattutto ai giovani, che hanno in mano il futuro”, …come non essere d’accordo?
Leggi tuttoLa tartaruga “Bellu Bellu” icona di uno stile di vita nel segno della lentezza
Petrini e Slow food? Non basta.
Salento Slow Life è meglio!
Slow food ci ha insegnato a vivere la tavola come un piacere,
il Salento ora allarga il concetto a tutto il “vivere”, cosa che le viene naturale, da secoli
Nasce così una nuova “religione” del benessere
con 10 comandamenti o “comanda-lenti”
Nel 1986 vedeva la luce ufficialmente il movimento “Slow food”, un progetto pensato, voluto e realizzato da Carlo Petrini con l’obiettivo di dare la giusta importanza al piacere legato al cibo, imparando a godere della diversità delle ricette e dei sapori, a riconoscere la varietà dei luoghi di produzione e degli artefici e a rispettare i ritmi delle stagioni e del convivio. Dal manifesto di Slow food si legge: “Questo nostro secolo, nato e cresciuto sotto il segno della civiltà industriale, ha prima inventato la macchina e poi ne ha fatto il proprio modello di vita. La velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda allo stesso virus: la Fast Life, che sconvolge le nostre abitudini, ci assale fin nelle nostre case, ci rinchiude a nutrirci nei Fast Food. Ma l’uomo sapiens deve recuperare la sua saggezza e liberarsi dalla velocità che può ridurlo a una specie in via d’estinzione. Perciò, contro la follia universale della Fast Life, bisogna scegliere la difesa del tranquillo piacere materiale. Contro coloro, e sono i più, che confondono l’efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di un’adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento.”
Ed è leggendo questo manifesto che ci si rende conto che quello che è l’obiettivo principale che “Slow Food” si auspica di raggiungere, nel Salento c’è già, da secoli. A dirla tutta, il vivere slow è una realtà anche in molte altre aree d’Italia, principalmente al sud, ma il Salento dimostra una particolarissima ed esclusiva propensione a questo stile di vita, assolutamente tutto da riscoprire. Più che uno stile di vita, forse, è una vera e propria “religione”. Lo sanno i residenti (anzi non lo sanno in quanto è un comportamento che gli è naturale) e lo sanno i turisti e chi per studio o per lavoro ha avuto modo di trascorrere del tempo sulla penisola. Da qui la voglia di comunicare all’esterno questo piacevolissimo modus vivendi all’insegna del “lento è bello”.
Verdetto da Ginevra: Lecce anche nel 2010 Capitale Internazionale della Pace, parola dell’OMPP
Grazie all’impegno dei giovani di GPace la città guidata dal sindaco Perrone riceve
per il secondo anno consecutivo il prestigioso riconoscimento
(nella foto il Presidente Carlos Peralta a Roma insieme ai giovani di GPace)
L’ OMPP-WOFP (Organisation Mondiale Pour la Paix – World Organisation For Peace) ha nominato per il secondo anno consecutivo la Città di Lecce come Capitale Internazionale dei Giovani per la Pace. Dopo la bella notizia giunta l’anno scorso, anche quest’anno i ragazzi di Repubblica Salentina, studenti dell’Istituto Costa di Lecce e animatori del movimento “GPace – Giovani per la pace”, hanno fatto ottenere alla loro città questo importante e prestigioso riconoscimento internazionale.
Il “Consiglio di Assessori” dell’OMPP-WOFP con sede centrale in Ginevra, costituito dai delegati di tutti e 42 i Paesi rappresentati ed il “Consiglio dei Comunicatori”, costituito da Giornalisti, attraverso un’operazione di voto interno nominano annualmente le Capitali Mondiali ed Internazionali per la Pace. Quest’anno i due consigli all’unanimità hanno deciso di riconfermare la Città italiana di Lecce quale “Capitale Internazionale dei Giovane per la Pace 2010”.


Anche la mia scuola, l’Istituto Costa di Lecce, sta partecipando e quest’anno lo fa con una mia iniziativa che ho denominato 

